“Doloroso constatare come la Giunta Accorinti, pur fautrice di alcune positive iniziative di governo della città, abbia nel complesso deluso drammaticamente le aspettative. E’ doloroso, soprattutto, perché in Accorinti, così come, su altra dimensione, in Crocetta, la popolazione ha visto persone ‘nuove’, simboli di ‘lotte civili’ e di partecipazione popolare, capaci di dare concretezza a quella voglia di gestione ‘dalla parte delle persone’ e non ‘dalla parte dei poteri forti’ che li ha premiati nelle urne”.

Comincia con queste parole la lettera aperta di CapitaleMessina sull’amministrazione comunale. Firmata dal vicepresidente e portavoce dell’associazione Gianfranco Salmeri, la lettera analizza in parallelo le parabole Accorinti e Crocetta, sottolineandone le somiglianze. “Entrambi – si legge nella nota – hanno promesso un reale cambiamento nella gestione della cosa pubblica. Hanno promesso di far tornare ‘pubblica’, ovvero di tutti e non dei soliti noti, l’amministrazione di servizi e territori. La loro credibilità nasceva dal loro passato. Accorinti, in particolare, era l’uomo del ‘no al Ponte’, delle battaglie pacifiste, della piazza. Entrambi hanno cavalcato le speranze di rinnovamento e rinascita del territorio. E nel far questo hanno riportato fiducia nelle istituzioni tra quanti, ed erano tantissimi, si erano ormai allontanati dalla politica. Deludere queste legittime aspettative, aspettative che hanno contribuito a creare, è una responsabilità enorme di cui il sindaco Accorinti e la sua Giunta, per un verso, e la Giunta regionale, per altro verso, devono rispondere anzitutto sotto il profilo politico ma anche dal punto di vista che non esiterei a definire ‘morale’. Maggiori sono le aspettative di rottura rispetto al passato che crei, più grandi sono le istanze di rinnovamento che evochi e minori sono le attenuanti che la pubblica opinione ti concede nelle incapacità di realizzazione del tuo progetto. In ciò sta l’evidente parallelo tra la Giunta Accorinti e la Giunta regionale Crocetta. L’uno e l’altro hanno continuato ad aggrapparsi a immagini-simbolo, il pacifismo o l’antimafia, quasi a coprire il vuoto, la mancanza di una visione politica e di un progetto di gestione del territorio”.

In particolare, “una volta al potere, anche la Giunta Accorinti ha mostrato quotidianamente un gravissimo scollamento con la realtà quotidiana della città che amministra, quasi ci fosse, nell’aria che si respira a Palazzo, un virus contagioso e bastasse ritrovarsi seduti su certe poltrone per dimenticare il mondo fuori dal portone. Più concretamente, senza fare l’elenco delle polemiche e delle critiche che, a vario titolo, soggetti politici e soggetti sociali hanno condotto contro questa o quella delle iniziative della Giunta Accorinti, per CapitaleMessina sono tre gli ambiti in cui questa Amministrazione ha dato prova di ‘sordità’ e di grave inadeguatezza strategica”.
Il primo è quello dei conti. “Abbiamo detto e ripetuto che nessun messinese ha voglia di vedere fallito il proprio Comune. Tuttavia, l’intervento di ispettori ministeriali, l’intervento cioè di esperti al di sopra degli interessi, risulta indispensabile perché i conti del Comune non tornano, nonostante i continui rimescolamenti di dati, né ci è dato sapere con chiarezza di che morte stia morendo la città mentre la quotidianità a Messina ci racconta di un territorio ‘in caduta libera’, tra illuminazione pubblica sempre più fioca e ammassi di rifiuti perfino nel centro storico.
Secondo ambito di rilievo è quello della perdita di credibilità di questa Amministrazione. “Sempre più si parla di Accorinti per cravatte o giacche non indossate, per piedi scalzi e gaffe istituzionali, e sempre meno Accorinti e la sua Giunta sono percepibili come pubblici amministratori. Quali sono le riforme, le soluzioni, le azioni di governo della Giunta Accorinti? Quel che è certo è che non sono state risolte le questioni emergenti e fondamentali, dalla questione rifiuti all’emergenza sociale, dalla viabilità allo sviluppo turistico”.
Infine, “ultimo ambito che consideriamo fondamentale è quello della rappresentatività della Giunta Accorinti. E’ doveroso chiedersi chi creda ancora in questa Giunta. Non gli abitanti delle periferie la cui qualità della vita non è migliorata. Non quelli del centro, che anzi hanno visto peggiorare la situazione. E sul Bilancio comunale si addensano nubi così nere che tutti ci aspettiamo di vivere sempre peggio”.

“Sembra, cioè – conclude la nota di CapitaleMessina – che questa Giunta sia completamente autoreferenziale. Non ha appoggi da partiti e neanche dei movimenti che l’hanno promossa, oggi particolarmente critici e delusi. Non ha l’appoggio dalla cosiddetta ‘società civile’ e ha perso perfino quello di sostenitori quali gli esperti che hanno lasciato gli incarichi. Di fronte a tutto questo – soluzioni mancate o ritardate, bocciate o monche, perdita di credibilità e perdita di rappresentatività – per onestà intellettuale, se non per rispetto della cittadinanza, Accorinti e la sua Giunta dovrebbero una volta per tutte farci sapere come contano di guidare Messina fuori dal guado e quale futuro intendono assicurare a questa città che giorno dopo giorno sta perdendo ogni speranza”.