Capitale Messina

La dichiarazione dei principi

Noi crediamo nell’alleanza tra meriti e bisogni, perché la valorizzazione del merito senza l’attenzione ai bisogni diventa liberismo selvaggio, e il soddisfacimento dei bisogni senza cultura del merito significa assistenzialismo.

Perché la cultura del merito garantisce innanzitutto i deboli, perché una sanità meritocratica cura meglio ed una scuola meritocratica forma meglio, senza dover ricorrere al privato.

Perché la cultura del merito rende possibile il diritto al progresso sociale dell’individuo.

Perché il criterio del merito consente alla pubblica amministrazione l’erogazione di servizi più efficienti, costituendo anche un argine all’arbitrio ed all’illegalità

Noi crediamo nella tolleranza e nel rispetto delle diversità.

Perché riteniamo la differenza di razza, religione, abitudini, ed anche orientamento sessuale, una ricchezza ed un valore aggiunto per la società.

Così come crediamo nel principio dell’accoglienza come valore assoluto che caratterizza le civiltà democratiche occidentali.

Noi crediamo nel sogno di Altiero Spinelli, degli Stati Uniti d’Europa, l’Europa dei popoli e non solo dei mercati.

Noi crediamo in un ruolo di cittadinanza attivo e consapevole, che reclami diritti, ma che eserciti doveri e responsabilità.

Noi crediamo, infine, che sia arrivato il momento di ritirare le deleghe in bianco alla classe politica, e di esercitare, quale cittadini, un ruolo di controllo proattivo della gestione del nostro territorio.

La carta d'intenti

  • Mission

    Non un libro dei sogni, ma una assunzione di responsabilità forte di una riflessione che individui un progetto che, nella convinzione che “in democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica” (Gandhi), servirà come punto di riferimento per i responsabili delle politiche e gli operatori coinvolti nel settore dello sviluppo locale e non solo.

    Un progetto che parte dalle eccellenze che il territorio esprime e che può sviluppare e ne redistribuisce i ritorni economici, culturali e sociali avendo come priorità la soddisfazione dei bisogni espressi dai cittadini e soprattutto la crescita civile dell’individuo, la crescita culturale, i suoi percorsi di solidarietà, il suo senso della democrazia e della giustizia, il valore dell’accoglienza e la capacità di integrazione, le pari opportunità, i progetti di cooperazione, l’uso responsabile del territorio e delle sue risorse.

    Una città che evochi la “bellezza” della terra di cui fa parte e che fece scrivere a Lucrezio «Giusto è che questa terra, di tante bellezze superba, alle genti si additi e molto si ammiri, opulenta d’invidiati beni e ricca di nobili spiriti», con l’obiettivo di affermarsi quale città competitiva che parli il linguaggio del futuro!

  • La città

    Viviamo in una città ferita ed umiliata, scippata di sogni e di futuro, defraudata della sua naturale bellezza.

    Stando alle rilevazioni statistiche più recenti, se si prendono in considerazione indicatori quali il tenore di vita, affari e lavoro, servizi-ambiente-salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero posti a base di alcune recenti indagini, Messina, tra le città italiane, scivolando di anno in anno, si assesta agli ultimi posti.

    Su un totale di 107 provincie italiane oggi Messina è 94esima (nel 2013 Messina era 92esima).

    Di fronte alla profonda crisi occupazionale, le evidenti vaste sacche di povertà, disfunzionalità, carenze strutturali, si assiste impotenti al fallimento di gran parte della classe politica locale che ha dimostrato totale inadeguatezza ed evidenti incapacità programmatiche e progettuali, nella totale assenza di strategia. In assenza di risposte certe ed adeguate che la classe politica non è in grado di dare, la politica è totalmente delegittimata.

    Sulla base di queste amare considerazioni e della gravità del momento, nasce l’esigenza di uscire dalla passiva rassegnazione e chiamare a raccolta le intelligenze e le competenze presenti nella città per contribuire a ritessere il tessuto sociale corroso e dilaniato, determinare un deciso cambio di passo nella programmazione e gestione della cosa pubblica ed essere artefici di speranza attraverso un nuovo modello di proposta e partecipazione basata su solide fondamenta etiche e programmatiche in grado di dare soluzioni ai numerosi problemi.

  • I grandi temi dello sviluppo

    • Lavoro
    • Valorizzazione e tutela dell’ ambiente
    • Sicurezza territoriale
    • Gestione sostenibile ed integrata dei rifiuti e delle risorse idriche
    • Cura delle politiche sociali e giovanili
    • Pubblica amministrazione e servizi al cittadino
    • Integrazione etnica e sicurezza
    • Sviluppo sostenibile e turismo
    • Coste, mare ed il water-front
    • Patrimonio culturale
    • Efficaci politiche familiari
    • Sinergia operativa per lo sviluppo la formazione e la ricerca.
    • Educazione civica e legalità
    • Giovani, scuola e sport
    • Attrattività del territorio per capitali ed intelligenze esterne

  • Un nuovo patto etico

    Occorre ridare dignità e futuro alla comunità (città) partendo da un patto, che ispirandosi ai principi etici del rispetto della persona, della ricerca del bene comune, della dignità del lavoro, dell’attenzione all’ambiente ed delle sue risorse, della cittadinanza responsabile e della solidarietà, realizzi un’idealità valoriale che aiuti la società civile a ricercare e costruire insieme, nei vari ambiti e ambienti, un nuovo modello per una riabilitazione politica cittadina.

    Occorrono una trama e la disponibilità a un’impresa comune nella consapevolezza che un programma consiste e si realizza in azioni tenaci, considerazioni programmatiche, sinergie tra le migliori forze.

    E’ necessario partecipare alla rifondazione della città e di una nuova coscienza sociale collettiva che valorizzi l’identità e le peculiarità di ciascun cittadino e dell’ambiente in cui vive.

  • Parole chiave: Partecipazione e Innovazione

    Per realizzare questo patto etico bisogna che i singoli, gruppi e movimenti, la cittadinanza attiva tutta, si riapproprino in pienezza della propria vocazione sociale per essere coscienza critica e fermento culturale nei vari ambiti e ambienti, nelle diverse condizioni di vita e nelle diverse fasce d’età.

    Un patto tra le forze del territorio per l’affermazione ed il consolidamento del ruolo, dei diritti dei cittadini nel loro rapporto con il sistema istituzionale esistente e da rifondare.

    L’obiettivo finale è quello di animare una stagione che sia una volta per tutte veramente riformista per la città alla luce dell’impegno e dell’azione partecipativa, attraverso il ricorso agli strumenti culturali quali incontri, dibattiti, workshop, elaborazione di proposte di legge, proposte di azioni reali, etc.

    Ciò implicherà un nuovo tipo di governance della città, con il coinvolgimento autentico ed in tempo reale dell’individuo nella vita pubblica.

    L’innovazione della città, insomma, presuppone nuove modalità di governance basate sulla partecipazione dei cittadini e di tutte le parti interessate, nonché e su un uso innovativo del capitale umano con l’obiettivo di rendere la città più competitiva.

    Una città capace di far sentire i propri cittadini come titolari di diritti e non beneficiari di favori.

    Un nuovo modello di partecipazione alla vita politica, secondo:

    • modalità inclusive capaci di convogliare le risorse umane, professionali, sociali del territorio col proposito di perseguirele finalità del bene comune e dell’interesse generale in modo organico e corale;
    • autonomia rispetto ai gruppipartitici ma nel solco della cultura politica riformista
    • creatività e pragmatismo per la soluzione delle questioni essenziali del nostro territorio;

    È necessario avere il coraggio di affrontare importanti sfide di opportunità e di riforme per ambire, per il tramite dell’affermazione dell’etica nella politica, della formazione culturale e politica e della partecipazione, al traguardo di fare di Messina una città degli Stati Uniti d’Europa.

    Una città che sappia cogliere le opportunità che la natura le ha donato collocandola al centro di un Mediterraneo crocevia di opportunità e di culture per interpretare, una volta per tutte, il ruolo di perno culturale, sociale ed economico.

    A tal fine, con l’ambizione di confrontarsi da pari con città di primo piano internazionale, occorre immaginare una profonda evoluzione della realtà urbana verso il profilo di città intelligente, di cui peraltro innumerevoli sono le iniziative di ricerca e progetti pilota esistenti.

  • Messina, città degli Stati Uniti d'Europa

    E’ necessario avere il coraggio di affrontare importanti sfide di opportunità e di riforme per ambire, per il tramite dell’affermazione dell’etica nella politica, della formazione culturale e politica e della partecipazione, al traguardo di fare di Messina una città degli Stati Uniti d’Europa.

    Una città che sappia cogliere le opportunità che la natura le ha donato collocandola al centro di un Mediterraneo crocevia di opportunità e di culture per interpretare, una volta per tutte, il ruolo di perno culturale, sociale ed economico.

    A tal fine, con l’ambizione di confrontarsi da pari con città di primo piano internazionale, occorre immaginare una profonda evoluzione della realtà urbana verso il profilo di città intelligente, di cui peraltro innumerevoli sono le iniziative di ricerca e progetti pilota esistenti.

    Occorre, pertanto, acquisire e contribuire a realizzare l’Agenda Digitale la quale nell’incentivare la trasparenza, la responsabilità e l’efficienza del settore pubblico e puntando ad alimentare l’innovazione e stimolare la crescita economica, riserva una centralità al tema delle città intelligenti, come presupposto per una crescita dell’economia della conoscenza, dell’inclusione sociale, del turismo, della cultura e di un ambiente più vivibile, da realizzare entro il termine del 2020.

    Vivere in una città così vuol dire vivere una città che adotta soluzione capaci di rendere gli spostamenti agevoli, garantendo una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, che promuove l’uso dei mezzi a basso impatto ecologico come la bicicletta, che regolamenta l’accesso alle aree centrali, storiche e direzionali, privilegiandone la vivibilità (aree pedonalizzate), che si sappia dotare di un piano generale della mobilità mirato ed efficiente.

    Una città che concentra i propri sforzi nel qualificare il sistema di servizi pubblici, elemento centrale di ogni Comunità; che promuove lo sviluppo sostenibile ispirandosi alla riduzione della produzione di rifiuti, la loro valorizzazione economica e il potenziamento della raccolta differenziata; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia, così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; e ancora, la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica e dell’efficientamento energetico, la promozione, protezione e gestione del verde urbano, lo sviluppo urbanistico basato sul “risparmio di suolo”, la bonifica delle aree dismesse, la “sottrazione” di aree edificate per liberare spazi da destinare alla pubblica fruizione, attraverso azioni di densificazione qualitativa della città consolidata.

    Una città resiliente ai rischi naturali ed antropici attraverso la crescita della coscienza sociale nei confronti dei rischi cui la comunità è esposta, un uso sostenibile del territorio ed interventi di mitigazione delle condizioni di pericolosità (sismica, idrogeologica, ecc..).
    Una città che sappia puntare in maniera decisa verso il turismo, turismo crocieristico, diportistico, culturale, ambientale e che programmi ogni azione nell’ottica di una crescita costante della competitività turistica, dal governo del territorio alla localizzazione delle attività produttive, dal sistema della portualità alla organizzazione della mobilità, ecc.

    Una città che promuove la propria immagine turistica utilizzando anche i mezzi web; valorizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città, per renderla facilmente fruibile; promuove un’offerta coordinata ed intelligente della propria offerta turistica in Internet.

    Una città che sia luogo di apprendimento continuo, che promuove percorsi formativi profilati sulle necessità di ciascuno.

    Una città che offra un ambiente adeguato alla creatività, promuove innovazioni e sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo, e si percepisca e si rappresenti come un laboratorio di nuove idee; è una città che privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, capitale di ricerca, sapere, innovazione che deve diventare elemento identitario, ma anche con le agenzie formative informali; dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso. Il tutto secondo un progetto che si rivolga al cittadino sin dall’infanzia.

    Una città che dimostri con gli atti e i fatti di voler premiare capacità e merito attraverso il ricorso sistematico ad avvisi pubblici di selezione delle competenze professionali, spesso mortificate nello spazio asfittico e deprimente dell’attesa di un favore.

    Una città che abbia una visione strategica del proprio sviluppo e sappia definire, in base a questa, scelte e linee di azione; che considera centrale la manutenzione del suo patrimonio immobiliare e la sua efficiente gestione e usa tecnologie avanzate per questo obiettivo; fonda la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità e privilegia, in questo senso, il riuso e la valorizzazione dell’esistente in un rinnovamento che si basa sulla conservazione; nel suo sviluppo fisico crea le condizioni per promuovere la coesione e l’inclusione sociale ed elimina le barriere che ne impediscono la sua completa   accessibilità per tutti i cittadini.

    Una città che recuperi, riconverta o sostituisca invece di costruire. Risanare, rigenerare riparare il paesaggio invece che consumarlo. Rottamare architetture obsolete. Trasformare per sottrazione e non crescita edilizia. Immaginare luoghi nuovi, civili, per le nuove comunità di pari, in cui spazi sostenibili e a misura d’uomo siano immaginati senza consumare nuove risorse (parco urbano). Non edifici, ma interi quartieri verdi, caratterizzati da edifici ad energia quasi zero per una città, oggi vero e proprio colabrodo energetico, che possa consumare di meno.

    Una città che sia capace di coniugare la promozione della tutela dell’ambiente e delle risorse marine con l’innovazione dei settori marittimo e della cantieristica navale attraverso lo sviluppo di nuovi sistemi e tecnologie per la sicurezza, il monitoraggio, la bonifica e la conservazione dell’ambiente marino; la realizzazione o ottimizzazione di sistemi e tecnologie innovativi per la navigazione di superficie e subacquea (vie del mare).

    Una città che applichi il rigore nell’uso delle spesa pubblica cioè dei soldi di tutti; che non abbia paura di allargare la partecipazione rendendo trasparente la comunicazione; che abbia la capacità di rendere conto costantemente dell’attività svolta; che sia capace di immaginare strumenti inediti di rappresentanza e di governo oltre quelli previsti dalla legge.

    Una città capace di organizzare un modello di protezione sociale che garantisca diritti forti ai soggetti deboli. E nuovi modelli di gestione emergenziale dei servizi. Una città attenta alle tematiche di genere che riconosca e proponga nuovi modelli culturali che rispettino la figura femminile nella valorizzazione delle differenze. Realmente tesa a incentivare la presenza e la partecipazione delle donne negli organismi decisionali che si traduca in politiche sociali e familiari staccate dallo stereotipo di genere.

    Una città che riconosca lo sport come straordinario strumento di educazione, crescita, socialità in grado di coadiuvare le politiche del Comune sul fronte dell’integrazione sociale, del recupero del disagio giovanile, della prevenzione sanitaria e di educazione alla salute, del riequilibrio delle marginalità urbana e sociale.

  • Quali risorse per i nostri obiettivi?

    Infine, ma non ultimo, il tema delle risorse con le quali raggiungere i nostri obiettivi. Prerequisito indispensabile è la modifica, l’integrazione e l’armonizzazione di tutti gli strumenti di programmazione urbanistica e di governo del territorio in funzione del modello di sviluppo individuato dalla comunità. Questo costituirà il nuovo patto sociale (ri)fondativo scelto dalla nostra comunità ed al quale tutti coloro che avranno la responsabilità politica della guida della città si uniformeranno. Ciò premesso, il tema centrale è quello di come far affluire risorse pubbliche e soprattutto private per realizzare le infrastrutture materiali e immateriali necessarie al rilancio di Messina. Sul piano delle risorse pubbliche occorre costruire un team che modelli i progetti di sviluppo per le infrastrutture in modo da partecipare con successo ai bandi per l’utilizzo dei fondi pubblici esistenti, a partire dal programma comunitario Horizon 2020. La coerenza dei progetti realizzati con gli strumenti di pianificazione e regolazione del territorio faciliterà la canalizzazione di capitali privati ed esteri necessari per realizzare gli interventi infrastrutturali previsti. Il ricorso a strumenti finanziari adeguati consentirà di attrarre capitali privati in cerca di opportunità profittevoli a lungo termine che, in quanto offerte dalla guida politica della città, assicureranno al contempo il raggiungimento dei fini sociali e culturali che Messina avrà individuato.