“CapitaleMessina ha deciso di schierarsi per il sì nel referendum del 4 dicembre”

 

Messina, 29.10.16

Dopo una attenta valutazione su i “pro” e “contro” della riforma costituzionale, che verrà sottoposta il 4 dicembre al giudizio del referendum popolare confermativo, CapitaleMessina ha deciso di schierarsi per il SÌ. Ed è un sì convinto.
Noi riteniamo, infatti, che la vittoria del no costituirebbe un seria battuta d’arresto del percorso riformatore che il Governo, tra luci ed ombre, sta portando avanti e riteniamo che questo il Paese non se lo possa permettere, così come non si può permettere il rischio di un periodo di instabilità politica, temuto anche dagli osservatori politici europei, che potrebbe derivare dalla sconfitta del sì.
Questo dal punto di vista politico generale, ma anche entrando nel merito della riforma, pur nella consapevolezza che non è perfetta, in essa apprezziamo lo sforzo di rendere più efficiente il sistema legislativo parlamentare attraverso la riforma del Senato.
Infatti con l’abolizione del bicameralismo perfetto si tende a superare il famoso ping-pong delle leggi che viaggiano per mesi tra Camera e Senato, prima di arenarsi a volte anche per anni; vulnus, questo sì, del sistema democratico.
Inoltre, il fatto che solo la Camera sia chiamata a votare la fiducia al Governo implica una semplificazione della dialettica parlamentare ed una maggiore stabilità politica necessaria per un nostro ruolo credibile in Europa.
D’altro canto il bicameralismo paritario è quasi un’eccezione nel panorama europeo, e nella maggioranza dei paesi con sistema bicamerale, un ramo del parlamento viene eletto con meccanismo indiretto, così come prevede la riforma in discussione. E stiamo parlando di paesi con un pedigree democratico di tutto rispetto quali Francia, Gran Bretagna, Germania.
La diminuzione del numero dei senatori e privi di indennità e l’abolizione del Cnel produrrà, inoltre, notevoli risparmi.
Infine, elemento tutt’altro che secondario, con la riforma si avrà un miglioramento della qualità della democrazia italiana: il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare proposti da 150mila elettori; saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo e si abbasserà il quorum per la validità dei referendum abrogativi.
In considerazione delle riflessioni precedenti, CapitaleMessina invita a votare sì, nel convincimento che la riforma costituzionale potrà rappresentare un salto di qualità per il sistema politico italiano e per il suo farraginoso processo legislativo, garantendo maggiore democrazia e stabilità al Paese.