“No alla Multiservizi, è necessario un bando pubblico per affidare la gestione ad una società privata”.

Messina, 4 settembre 2016.
Ancora una volta bisogna riconoscere alla stampa cittadina, in un contesto caratterizzato dall’assoluto letargo delle forze politiche, e nel quale spesso il dibattito politico-culturale è confinato ai post sui social, il merito di stimolare la pubblica opinione al confronto sui problemi cittadini.
E la gestione dei rifiuti, per Messina, è il tema capitale.

È vero che, come si legge oggi sul quotidiano locale, in Consiglio comunale si è persa una utile occasione di confronto concreto sulla problematica della gestione dei rifiuti tra l’amministrazione Accorinti farfugliante scuse e proposte deboli ed i consiglieri comunali impegnati, salvo qualche eccezione, ad evidenziare ciò che già è sotto gli occhi di tutti i cittadini, senza proporre soluzioni.

Noi riteniamo che il dato dal quale partire, se si vuole trovare una soluzione politica sia uno: Messinambiente con il suo apparato di uomini e mezzi raramente è stata capace di mantenere gli standard minimi di pulizia in questa città e questo a prescindere dalla contingenza della chiusura momentanea delle discariche regionali, ed anche, vorremmo dire, dall’assessore in carica. Messina non è mai stata pulita come meriterebbe, e meno che mai in questi ultimi mesi.

Se pensiamo, per prendere un esempio a caso, che in Lombardia l’Aprica s.p.a. tiene pulita un’area di 78 comuni, tra i quali Bergamo, Brescia e Como, lavorando per circa 800 mila cittadini con solo 600 dipendenti, e Messinambiente s.p.a. con quasi 550 dipendenti mantiene nelle condizioni che tutti vediamo un territorio, tra Messina e Taormina di neanche 260 mila cittadini, allora è evidente che il problema è innanzitutto organizzativo-strutturale.

Non è cambiando assetto societario, con la costituzione ad esempio della società Multiservizi, che si risolvono le criticità, è necessario invece cambiare il paradigma; partendo dalla constatazione dell’evidente fallimento del modello pubblico, noi riteniamo che l’unico modo per risolvere il problema in maniera efficace sia quello di ricorrere alla esternalizzazione del servizio, così come avviene in tante realtà italiane, ultime in ordine di tempo i comuni di Latina e Reggio Emilia, nelle quali si affida a società private la gestione complessiva dei rifiuti.

Tale visione innovativa e coraggiosa, che prevede l’affidamento dell’intera “filiera dei rifiuti” in tutto il territorio della città metropolitana ad un unico operatore economico, permetterebbe una più efficace gestione dei rifiuti dalla raccolta allo smaltimento, consentirebbe il riassorbimento del personale, grazie ad una nuova collocazione in servizi diversificati e restituirebbe ai cittadini della città metropolitana di Messina un territorio pulito con un costo certamente inferiore a quello pagato oggi per un servizio inesistente.

Il bando pubblico di affidamento del servizio, dopo la necessaria armonizzazione con la normativa regionale, dovrebbe riguardare: 1) lo spazzamento, la scerbatura e la manutenzione di caditoie e griglie, 2) la raccolta differenziata, mirando a frazioni dal sicuro riciclo; 3) la gestione degli impianti di biostabilizzazione; 4) la realizzazione di un inceneritore da mezzo milione di abitanti equivalente; 5) la realizzazione e la gestione di 2-3 discariche temporanee da gestire nelle more della realizzazione dell’inceneritore e bonificare al suo completamento; 6) la bonifica di tutte le discariche abusive e non presenti sul territorio.

In questo modo, dalla gestione integrata del sistema da parte di un unico soggetto, grazie all’economia di scala, si potrebbe arrivare ad una soluzione stabile del problema rifiuti, che offra ai cittadini di oggi e domani un territorio più pulito e soprattutto gestito in maniera più razionale e tecnologicamente avanzato.

Sulla Gazzetta del Sud il documento di CapitaleMessina