“Il presidente di CapitaleMessina Pino Falzea interviene sul Masterplan per il Sud”
“Non si può attendere oltre: in attesa della città metropolitana il coordinamento lo assuma il Commissario della Provincia di Messina”

“Ho letto con grande interesse il ragionamento elaborato dal Prof. Michele Limosani in merito al Masterplan per il Sud ed al conseguente Patto per la Città Metropolitana di Messina che dovrebbe consentire ai nostri territori di muovere i primi passi lungo la strada, assai difficile e tortuosa, che deve condurci fuori da una fase acuta di depressione economica e sociale che non ha eguali nella storia recente della nostra Provincia.
Certo, come ha bene sottolineato Limosani, ragionare sul Patto per La Città Metropolitana di Messina quando la stessa non esiste, appare ai più quasi una esercitazione accademica che potrebbe restare tale e non creare alcun beneficio in termini di recupero di competitività dei nostri territori.
Io però la penso come lui, nel senso che la Città Metropolitana ci sarà ed è bene che non si perda altro tempo nell’attivare le procedure di costruzione di un programma di sviluppo compatibile, condiviso ed articolato sulle reali potenzialità delle nostre aree.
Non è questo il momento di parlare di progetti, è ancora prematuro, è necessario prima creare una cabina di regia che sappia interloquire con le forze sane che operano nel territorio, coinvolgendo le amministrazioni locali, le organizzazioni imprenditoriali professionali e sindacali, insomma i portatori di interessi che devono lavorare in maniera sinergica per contribuire a tirare fuori Messina ed il suo hinterland dalle paludi nelle quali l’abbiamo cacciata.
Il Patto, credo, debba partire da un programma generale di area vasta, che esaltando le funzioni che ogni realtà territoriale è in condizione di esprimere per propria vocazione (senza assegnare funzioni, per come erroneamente fatto nel passato, ma riconoscendo funzioni), arrivi a definire quegli interventi e quelle opere necessarie affinché tali funzioni possano essere espletate nel migliore dei modi possibili:
E’ dal programma quindi che, attraverso un percorso breve ma concertato, si arriva al progetto che così costituirà uno strumento strategico e condiviso per lo sviluppo.
E’ una strada nuova ma necessaria, perché decenni di finanziamenti a pioggia ci hanno dimostrato che attraverso singole opere avulse da un programma generale di crescita competitiva, non é possibile fare emergere il mezzogiorno d’Italia dalle secche del sottosviluppo.
I fondi ci sono e sono tanti, tante sono le esigenze del nostro territorio, tanti sono i soggetti che saprebbero spendere le loro competenze per una “Rinascita” reale e condivisa.
Occorre coinvolgerli però portando, con i fatti e non con le parole, i ragionamenti su ciò che andrebbe fatto fuori dai palazzi delle amministrazioni e/o aprendo “i portoni” al contributo di chi vuole impegnarsi per far si che Messina riconquisti la dignità di Città e possa assumere, insieme ai Comuni della sua Provincia, il ruolo di Città Metropolitana.
In assenza della definizione normativa del nuovo ente intermedio, che per incapacità politica non vede la luce nonostante gli anni di gestazione, non si deve rimanere in attesa degli eventi: oggi le funzioni può iniziare a svolgerle la Provincia Regionale di Messina ed il suo Commissario Straordinario Dott. Filippo Romano, persona che ha dimostrato in questi anni equilibrio e competenza, potrebbe convocare una prima riunione operativa allargata, per iniziare a ragionare sulla base del quadro conoscitivo che è parte integrante del Piano Territoriale Provinciale, strumento di programmazione e pianificazione di area vasta nelle disponibilità dell’amministrazione provinciale”
“Il quadro conoscitivo del Piano (anche detto Piano dei Parchi)- conclude Falzea- fornisce una lettura dettagliata del territorio e degli elementi che lo caratterizzano, siano essi naturali che antropici ed ipotizza alcune strategie di sviluppo legate a tali fattori di caratterizzazione, ponendo grande attenzione sui beni territoriali e paesistici presenti. Il Piano può, a mio avviso, rappresentare un buon documento di base per ragionare su una strategia di sviluppo basata su dati e vocazioni reali”.

 

L'intervento di CapitaleMessina sulla Gazzetta del Sud del 23.11

L’intervento di CapitaleMessina sulla Gazzetta del Sud del 23.11