Messina, 02.12.16
Domenica 4 dicembre, tutti noi cittadini italiani saremo chiamati a votare per il referendum confermativo sulla proposta di riforma costituzionale.
Dopo mesi di aspra polemica tra i sostenitori del si e del no, crediamo che sia necessario sottrarre le ragioni sostanziali della riforma dal campo avvelenato della contesa politica, per ricondurle al livello delle valutazioni di merito ed opportunità.
Ed è in quest’ambito, che noi riteniamo prevalenti le motivazioni a favore di questa riforma, e questo non per scelte condizionate da simpatie politiche di qualsiasi natura, ma per considerazioni puramente oggettive.
Se la riforma verrà approvata si realizzerà, infatti, l’auspicato superamento del bicameralismo paritario, con la trasformazione del Senato in un organo con funzioni distinte dalla Camera, capace di esprimere una vera rappresentanza territoriale e con un numero di rappresentanti ridotto a 100 componenti, 74 Consiglieri regionali, 21 Sindaci e 5 di nomina presidenziale, che andranno a svolgere il proprio ruolo senza nessun compenso aggiuntivo.
Si semplificherà così il procedimento legislativo e si garantirà una maggiore stabilità dei governi, che dovranno avere la fiducia della sola Camera dei Deputati.
In questo modo potremo avere leggi in tempi più rapidi, potendosi così dare tempestivamente risposte concrete alle esigenze dei cittadini, evitando di vedere proposte di legge ferme per anni tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.
Si modificheranno, inoltre, i rapporti tra lo Stato e le Regioni, abolendo la legislazione concorrente che ha dato origine a numerosi conflitti tra i due organi dello Stato. Si darà maggiore efficacia all’azione del Governo e delle Regioni, rendendo certe le competenze e la partecipazione di queste ultime, attraverso i Consiglieri regionali, al processo legislativo.
Si introdurrà, inoltre, per la prima volta nella Costituzione il principio dell’equilibrio della rappresentanza tra uomini e donne, perché si affermi anche in politica il principio delle pari opportunità di genere.
Si avrà un migliore utilizzo delle risorse pubbliche, attraverso i risparmi derivanti dall’abolizione delle indennità dei Senatori e dalla riduzione delle spese dei gruppi politici nei consigli regionali, oltre che all’abolizione del costoso Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ente che nel corso degli anni ha dimostrato la propria inutilità.
Infine, elemento tutt’altro che secondario, con la riforma si avrà un miglioramento della qualità della democrazia italiana, grazie alle modifiche relative alle forme di partecipazione referendaria: il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare proposti da 150mila elettori; saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo e si abbasserà il quorum per la validità dei referendum abrogativi.
In considerazione delle riflessioni precedenti, l’invito di CapitaleMessina ai cittadini messinesi è quello di recarsi alle urne il 4 dicembre e di esprimere un Sì convinto alla proposta di riforma della nostra Costituzione. Crediamo, infatti, che questa riforma rappresenti la risposta ai populismi crescenti nel Paese e l’occasione di superare il dibattito sulla fine del bicameralismo che per trent’anni ha visto molti tentativi ma nessun risultato.
È giunto il momento di imprimere un’accelerazione al processo di modernizzazione del Paese, per uscire dalle acque stagnanti che ne hanno bloccato per troppo tempo lo sviluppo, con la consapevolezza che una sconfitta del Referendum Costituzionale potrebbe condannare l’Italia all’immobilismo per chissà quanti anni ancora.
Domenica votiamo Sì.