Botta e risposta. L’intervento di CapitaleMessina sulla discarica di Pace e, più in generale, sul piano rifiuti ha scatenato la polemica. Risponde a mezzo stampa l’assessore Ialacqua, con il comunicato che trovate qui. Oggi CapitaleMessina da’ la propria controrisposta, per voce di Gianfranco Salmeri. Che è già stata inviata alla stampa.

Ecco la nota integrale di CapitaleMessina.

“Vorremmo segnalare all’assessore Ialacqua che CapitaleMessina non ha mai auspicato la realizzazione di termovalorizzatori all’interno del perimetro urbano, se per perimetro urbano si intende l’abitato. Comunque, resta vero che i termovalorizzatori sono strutture atte allo smaltimento dei rifiuti, e che tutto il Nord del mondo, Europa e Italia comprese, li utilizza. In Svezia ed in Danimarca, paesi notoriamente all’avanguardia nel campo della sensibilità verso le tematiche ambientaliste, la percentuale di rifiuti destinati ai termovalorizzatori è di circa il 50 per cento. A riprova, presentiamo sia il diagramma delle modalità di smaltimento rifiuti in Europa (vedi sopra, ndr) sia la mappa dei termovalorizzatori in Italia” (sotto, ndr).
mappaE’ Gianfranco Salmeri, vicepresidente e portavoce di CapitaleMessina, a rispondere all’assessore Ialacqua e alle sue critiche e obiezioni mosse dalle pagine della stampa cittadina alla presa di posizione dell’associazione sul tema rifiuti.
“È scontato per chiunque – ricorda Salmeri – che la soluzione ottimale al problema dei rifiuti sia il riuso ed il riciclo. Ma se non vi è una filiera produttiva dedicata, che in Sicilia è carente o insufficiente, si rischia che tutto vada a finire in discarica. E la migliore (o meno dannosa) alternativa alla discarica è la termovalorizzazione (certo non nel centro cittadino). Questo il punto cruciale del nostro ragionamento”.
L’assessore “sembra immaginare che la produzione di rifiuti, correttamente differenziati, potrebbe favorire la creazione di una filiera di smaltimento, dimenticando che questo porterebbe a industrializzazione dell’Isola, basata sulla riproduzione di un modello diffuso nel Nord Italia. A tal proposito ricordiamo sommessamente che proprio con questa idea, negli anni ‘60, sono state realizzate le aree industriali di Termini, Milazzo, Augusta-Priolo e Gela, di cui ora piangiamo le refluenze ambientali. Per questa ragione preferiremmo la realizzazione di pochi termovalorizzatori ben posizionati all’interno di aree industriali, piuttosto che favorire l’insorgere di un mercato che potrebbe facilmente sfuggire ai controlli ambientali e normativi. Immaginiamo sempre un’Isola che basi la propria economia sullo sviluppo del turismo, dell’agricoltura e dell’industria sostenibile e consapevole, creando per la Sicilia un modello di sviluppo che tenga conto della vocazione leggibile nel suo paesaggio, nella sua storia e nella sua cultura”.
Per quanto riguarda l’affermazione dell’assessore nella quale smentisce la ricerca di altri siti alternativi a Pace, “dobbiamo rammentargli l’articolo della Gazzetta del Sud del 26 giugno a firma Sebastiano Caspanello dove tra virgolette è citata la sua dichiarazione ‘…noi non siamo innamorati di Pace, ma si tratta di un iter iniziato 10 anni fa. Intanto ho dato mandato all’Urbanistica di individuare un altro sito…’ E quello di Pace, sicuramente è un sito di discarica”.
Inoltre – sottolinea il portavoce – “vogliamo precisare che CapitaleMessina non è un’associazione di promozione dell’imprenditoria privata, come l’assessore invece la definisce, forse fraintendendo il significato della parola ‘capitale’ inserita nel titolo della nostra associazione. CapitaleMessina è invece un’associazione politica che mutua alcune best practices da CapitaleRoma e a questo deve la propria denominazione. A scanso di ulteriori equivoci, intendiamo ‘capitale’ sia come ‘capitale’ di risorse, umane, paesaggistiche, culturali, sociali, e di eccellenze professionali e non solo , sia come ‘capitale’ nel senso di città e territorio di cui si intende rilanciare centralità e importanza nello scacchiere politico, amministrativo, economico, culturale e di reputazione del nostro Paese”.
“Da ultimo, ma per noi è la considerazione più importante – conclude Salmeri – nulla vieta ad alcun soggetto, compresa ovviamente CapitaleMessina, di esprimere le proprie opinioni e considerazioni su qualsiasi tema, anche su quello dei rifiuti. Quindi, l’assunto dichiarato dall’assessore, che per parlare ‘seriamente’ del problema rifiuti, CapitaleMessina debba dialogare con l’assessore stesso è non solo infondato nel merito, ma anche e soprattutto inaccettabile nel metodo. CapitaleMessina dedica tavoli tematici, composti da soggetti competenti, all’analisi delle questioni che riguardano la città. In particolare, sui rifiuti il tavolo tematico è coordinato dal prof. Giovanni Randazzo, docente del Dipartimento di Fisica e di Scienze della Terra dell’Università di Messina. Sulla questione discarica e, in generale, sul piano rifiuti abbiamo espresso – com’è nostro costume – un’opinione che è tecnica e politica allo stesso tempo. Per CapitaleMessina fare politica significa, infatti, trovare le soluzioni ottimali alle situazioni contingenti nell’ambito di una visione strategica del futuro al quale si vuole indirizzare il territorio. Senza preconcetti. Detto questo, CapitaleMessina non ha alcuna difficoltà a dialogare con l’assessore sulla questione rifiuti, ed è disponibile ad un dibattito pubblico sull’argomento in qualsiasi sede e momento l’assessore ritenga opportuni, tuttavia, semplicemente, né su questo tema, né su altri, è disposta a rinunciare al diritto di manifestare la propria opinione”.