Messina, 28 Gennaio 2017

Attendiamo di vedere come evolverà in Consiglio Comunale la vicenda della sfiducia ad Accorinti, ma non possiamo non registrare una esacerbazione dei toni della polemica, soprattutto in casa del Sindaco.
Un punto deve essere assolutamente chiaro: a prescindere dalle opinioni personali sul merito della mozione di sfiducia (e noi siamo tra quelli che la valutano positivamente, casomai troppo tardiva), il Sindaco è certamente legittimato dal voto dei cittadini, ma è allo stesso modo delegittimato dalla sfiducia dei consiglieri comunali eletti dai cittadini; queste sono le regole della democrazia.
E non può neanche passare il messaggio, per certi versi intimidatorio, che dietro la scelta politica dei consiglieri di votare la sfiducia, ci siano interessi personali o motivazioni opache. Perché con la stessa logica, qualcuno potrebbe ribaltare sul Sindaco ed i suoi le stesse accuse, per la volontà di voler restare a Palazzo Zanca.
Meglio raffreddare il clima, e riportare il dibattito sul piano della dialettica politica sui contenuti.

Ed è proprio dai contenuti dell’autodifesa scritta da Sindaco qualche giorno fa che vogliamo partire, un elenco di risultati che l’Amministrazione rivendica a proprio merito.
Iniziamo ad esaminarne alcuni tra i più significativi, cominciando ad esempio dall’affermazione “l’Amministrazione Accorinti ha lavorato con serietà e spirito di servizio per risanare una situazione finanziaria disastrosa…”, che appare decisamente surreale a chiunque ricordi la congerie di ritardi, approssimazione, errori, che ha caratterizzato finora la gestione finanziaria del Comune di Messina.
Significa ben poco che Eller abbia presentato il Bilancio Previsionale 2017 in tempo, e non cancella le criticità precedenti, prima tra tutte quella dei “debiti fuori bilancio”, che essendo ancora non emersi, continuano a generare i gravosi interessi previsti dalla normativa comunitaria a carico delle Amministrazioni ritardatarie. E si tratta di decine di milioni di euro l’anno.
E non risulta che, Eller o altri abbiano presentato al Consiglio comunale entro il 31 luglio 2016, come richiesto dalla legge, la relativa delibera di riallineamento dei debiti fuori bilancio, prescritta dall’art. 193 del TUEL.
Mentre il piano di riequilibrio giace nei cassetti del Ministero perché inattuabile e per assecondare la tendenza governativa che non vuole il dissesto dei comuni, non viene analizzato.

Ma continua il documento di Accorinti : “…si è utilizzato quel tempo….per seguire e intercettare i possibili programmi di finanziamento nazionali o regionali, e ……tra Masterplan,…porto di Tremestieri, via don Blasco, riqualificazione del torrente Bisconte Cataratti, … Il bottino dei finanziamenti ottenuti è ben superiore a 300 milioni di €….”. E qui siamo alla completa mistificazione.
Cerchiamo invece di vedere come stanno veramente le cose:
Masterplan: si tratta di un piano di monitorizzazione e razionalizzazione di finanziamenti nazionali ed europei già stanziati per l’incentivazione delle attività industriali, e la realizzazione di infrastrutture nel sud d’Italia. Quindi non si comprende quale sia il merito del sindaco Accorinti nell’acquisizione di questi fondi; è cronaca invece la clamorosa gaffe dell’assenza ingiustificata dello stesso al Palacultura, in occasione della presentazione del Patto per Messina da parte dell’allora sottosegretario De Vincenti.
Porto di Tremestieri via don Blasco: la nuova piastra logistica di Tremestieri (ampliamento del Porto esistente con le necessarie strutture a terra) nonché la nuova via don Blasco, sono opere già programmate dalle precedenti amministrazioni della città, ed infatti sono comprese tra quelle previste nell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2007 n. 3633 (Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare l’emergenza ambientale determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nella città di Messina).
Torrente Bisconte Cataratti: Il primo progetto è del 1998 (dove era prevista anche la copertura del torrente). Nel 2011 il progetto è stato presentato quale “progetto esecutivo di riqualificazione ambientale e risanamento igienico del torrente Catarratti – Bisconte”. Recentemente un forte impulso all’approvazione ambientale regionale del progetto è stato dato dall’Assessorato al Territorio. L’ amministrazione non ha fatto niente di più che inserirlo nella programmazione del Masterplan.

E grazie a Dio, Accorinti ha avuto il senso del ridicolo di non citare tra i successi della propria Amministrazione la gestione dei rifiuti e dell’arredo urbano, né quella dell’emergenza idrica e perché no, del caos dell’Ente Teatro. Per non parlare del fallimento del progetto “Multiservizi” da noi già previsto a suo tempo.
Unica nota positiva, forse, è quella che riguarda la gestione del trasporto pubblico urbano che grazie alla presenza di un uomo capace alla guida dell’ATM, ha visto un sensibile miglioramento del servizio.
Ma questo non basta a modificare il giudizio complessivo sull’operato dell’Amministrazione Accorinti, che noi riteniamo assolutamente fallimentare.

 

Gazzetta del Sud 29.1.2017